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title: 'Per saperne di più: Vespe'
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date_published: '2016-05-26T22:00:00+02:00'
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author: admin
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  - 'Per saperne di più: Vespe'
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    - 'Vespe - Calabroni'
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# Per saperne di più: Vespe

![zanzara-300x200](http://www.disinfestazioniepiscine.it/wp-content/uploads/2016/05/vespe-imm-articolo.jpg)

Le colonie di vespe possono essere costituite da alcune migliaia di individui e rimangono in vita dalla primavera all’autunno.
Gli individui della colonia sono divisi in caste: casta sterile e casta fertile. La casta sterile è costituita dalle cosiddette “operaie”, femmine non atte alla riproduzione e generalmente molto numerose: ad esse competono le attività di mantenimento, sostentamento ed ampliamento della colonia.
Alla casta fertile competono invece le mansioni riproduttive: la riproduzione è compito dei maschi e delle femmine fertili, le cosiddette “regine”.

All’inizio della primavera la femmina fertile fonda una nuova colonia, costruendo un nido iniziale, deponendo le prime uova e allevando le prime operaie che diventate adulte collaboreranno con al regina, lasciando a lei il solo compito di deporre uova, mentre esse provvederanno all’ampliamento del nido. All’inizio dell’autunno le ultime uova presenti nel nido vengono fecondate dai maschi: la regina ed i maschi muoiono mentre le femmine nate dalla fecondazione sciamano e cercano riparo per il letargo invernale per poi dare inizio ad una nuova colonia nella primavera successiva.

**La vespa è una grossa ape**. La lunghezza delle operaie è di circa 10-20 mm, quella della regina e dei maschi è di qualche millimetro più grande.
Il torace è di colore bruno-rossastro mentre addome e testa sono di un intenso colore giallo.
I nidi delle vespe sono costituiti da una sostanza simile al cartone, di colore grigiastro, che viene prodotta prelevando fibre legnose da cortecce, rami e tronchi d’albero, masticandole ed impastandole con secrezioni proprie fino a formare una poltiglia che rapidamente solidifica all’aria.
A completo sviluppo un nido di vespe raggiunge grandi dimensioni e adattarsi nella forma alle proporzioni della cavità che li contiene, ed è costituito da più favi sovrapposti, collegati tra loro da peduncoli; ciascun favo è composto da molte cellette con l’apertura rivolta verso il basso. Il nido è protetto da un involucro globoso aperto in basso; si colloca in situazioni in cui viene garantita un minimo di riparo, o anche in siti esposti: sulla vegetazione, sui muri, sotto cornicioni o davanzali, ecc.. A differenza dei calabroni, nidificano con frequenza anche in cavità nel terreno.

**Essere punti da una vespa** è un’esperienza spiacevole e dolorosa. Il pungiglione è associato a ghiandole che producono la miscela velenosa da iniettare, i cui effetti tossici possono risultare temibili. Ovviamente, l’essere punti contemporaneamente da più vespe può comportare **effetti tossici** pericolosi.
Il rischio sanitario da punture non è però legato solo alla tossicità delle componenti del veleno, ma anche all’**allergenicità** di alcune di esse, cioè alla capacità che tali sostanze, strutturalmente estranee all’organismo umano, hanno di sensibilizzare, e con opportuno tempo di latenza, il sistema immunitario, particolarmente in soggetti geneticamente predisposti.

L’evento più sfavorevole è lo shock anafilattico che in un tempo variabile da pochi minuti ad un’ora circa può essere anche mortale, in assenza di immediati provvedimenti terapeutici.
Le vespe sono carnivore e si cibano di insetti più piccoli ma sono attratte anche dalla frutta e dalle sostanze zuccherine semiliquide o liquide.
Possono provocare la contaminazione dei prodotti qualora vi affoghino ma possono anche veicolare microorganismi patogeni sugli alimenti su cui si posino (ad es. Escherichia, Salmonella).

**Come affrontare le emergenze**
Possiamo distinguere tra singoli individui introdottisi negli interni oppure presenza di un nido in una qualche struttura dell’edificio o in sua prossimità.
Nel primo caso è opportuno favorire la loro uscita aprendo al massimo le finestre e riponendo al chiuso gli alimenti che possono averli attratti. Importante anche la prevenzione: utilizzare zanzariere, tenere gli ambienti puliti, rimuovere sollecitamente (sia all’interno che all’esterno) scarti di lavorazione e rifiuti.
Nel caso dei nidi occorre provvedere alla loro distruzione. Questa operazione è opportuno che venga svolta da esperti, necessariamente forniti di tutte le protezioni del caso, e in ore notturne, quando tutta la colonia si trova nel nido.
